Usa Cars Forum - Dreams on Wheels

Versione completa: 1973 Chevrolet Impala Hardtop
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Da Bom Jesus da Lapa si va al mare. Destinazione molto desiderata dai milanesi, meno attraente per me. Ma bisogna accontentare tutti. La tappa ci permette di passare dal sertão semiarido, ad un'area montagnosa molto caratteristica (ricordava la Svizzera, sempreva di attraversare i passi alpini) fino appunto al desiderato mare, ad Ilheus e poi Trancoso, entrambe le cittadine nello stato di Bahia.

Qui nello stato di Bahia incontriamo tratti di strada dove il manto stradale è così dissestato dove uno di noi deve scendere per guidarmi tra i vari crateri. Queste tappe del viaggio sono tra le più dure ed esigenti, ma anche molto caratteristiche e particolari. Posti dove probabilmente ci passano pochissimi turisti, anzi non ci passa nessuno e basta.

 

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Siamo nella regione del cacao, che è una frutta dorata. Ci fermiamo anche in strada a provare una cioccolata fatta in casa col cacao puro, il cacao lo cogliono dagli alberi che hanno in giardino e purtroppo Sunnybob diventa cacaoinomane, beve una cioccolata dietro l'altra. L'altro membro del viaggio, Fabrizio, è invece diventato tapiocadipendente (la tapioca è fatta con la farina di manioca ed è una pastella ripena che si mangia a colazione).

I baretti lungo la strada sono carini, in mezzo ad un verde veramente rigoglioso.

 

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Dopo qualche giorno di mare, le cui spiagge sono veramente infinite, continuiamo il viaggio verso sud, sempre tappe di grande kilometraggio lungo la 101, una strada costruita negli anni 50, lunga 4.800 km e che attraversa 16 stati. La 101 la riprenderemo varie volte, sempre li ad aspettarci.

 

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Finalmente qualche chiappa!  :zsarcastic4xx:

 

Grandissimi ragazzi, che bel reportage, che viaggio, che invidia!!! :clapclap:

L'arrivo a Rio de Janeiro é impressionante. Dobbiamo attraversare il ponte Rio-Niteroi, 14 km sul mare, altissimo e a numerose corsie, fa una certa impressione, anche perchè lo si attraversa mente piove a dirotto. E non finisce mai, ma quanto è lungo?

Copacabana, dove abbiamo preso l'hotel, è vuota e fredda. A parte una sfilata infinita di Harley Davidson, Rio non ci offre gran che (le signorine o "signorine con qualcosa in più" delle pubblicità sui telefoni pubblici non ci attirano), alcuni di noi preferiscono i piccoli paesini dell'entroterra.

 

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Ad Ubatuba, ultima tappa prima di San Paolo, incontriamo una coppia di pazzi: da quattro anni con una mercedes del 1957 - www.classicstrider.com - girano il mondo, partendo dalla Nuova Zelanda. Scambiamo 4 chiacchere, hanno già percorso 100mila km fino ad ora, e ci lasciamo con un appuntamento a Milano, chissá quando ci arriveranno, boh.

 

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Lasciata Ubatuba, a San Paolo ci separiamo, non prima di aver conosciuto il Mantegazza, un italobrasiliano proprietario di F40 e Porsche 918 tra le varie auto, e pure di un ristorante italiano (Etto), molto, molto chic dove noi abbiamo fatto il nostro figurone da straccioni, cenandoci l'ultima sera (o ultima cena).

Abbiamo perciò raggiunto il traguardo o quasi, a me mancano ancora 300 e passa km fino a casa, ma dopo quanto già percorso, questi ultimi km sono una canzone.

 

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Il viaggione è quindi purtroppo finito. Ci salutiamo ed ognuno riparte per la propria strada, non senza prima dirci, a bassa voce, "Ripartiamo? Lo rifacciamo?". Ma la realtà, il lavoro, la casa, gli obblighi, la quotidianità rassicurante, ci aspettano. Abbiamo convissuto quasi un mese, la maggiorparte in un ambiente ristretto e verde (go green!) senza scannarci ed è già un grande risultato.

In tutte queste settimane abbiamo macinato migliaia e migliaia di chilometri, attraversando ben sei stati ed il distretto federale di Brasilia. Stimiamo 6.700 km. L'unico problema sorto è stato che si è bruciata una lampadina dello stop posteriore, abilmente cambiata con una spesa di 4 reais (un euro e poco più).

L'impala e noi abbiamo affrontato strade asfaltate, sterrate e strade con buche cosí grandi che uno di noi doveva scendere per farci da apripista, autostrade e mulattiere, megalopoli e paesini da disperati, pioggia, sole, e vento, deserti e campagne sterminate, dossi, buche e cantieri, vie larghe e strade strette, code a passo d'uomo e l'alta velocitá, strade senza un'anima viva oltre la nostra e altre trafficatissime, caldo e freddo,  ponti immensi e ponticelli di legno fatti con lo sputo; insomma tranne tempeste di neve tutte le condizioni possibili ed immaginabili. Questo per farvi capire che chi non tira fuori le nostre macchine perchè piove o perchè si deve fare un tratto che va oltre il bar sotto casa, si perde il piacere di avere auto così: sono fatte per essere guidate, per questo sono auto-MOBILI, si devono muovere, quindi usatele il più possibile, strapperanno il sorriso alla maggiorparte di coloro che vi vede guidandole, almeno questa è stata la nostra esperienza e questo è il mio messaggio. Tiratele fuori da 'sta minghia di garage!

 

Abbiamo inoltre capito durante il viaggio che: la pasta è meglio mangiarserla in Italia pena a volte brutte, costose ed inutili sorprese, che c'é sempre qualcuno più straccione di te, che un vecchio motore V8 attrae più fotografie che la casa presidenziale, che in un viaggio cosí s'incontrano GENTILI benzinaie, recepcionist, panettiere, cameriere, che il Brasile è grande anzi di più, che ci vuole un po' di allegria nella vita e soprattutto che qui l'immortale Spagna non è morta ('cause I'm a lady lady lady lady easy lady
): in mezzo al nulla, accendiamo la radio dell'Impala (originale e funzionante) ed ecco che dagli anni 80 riappare come per magia la grande Spagna. E che si può chiedere di più alla vita?

 

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bello e bravi!!!!!,decisamente un'impresa fantastica,che vi ricorderete per tutta la vita,posti incantevoli che ci riportano a altri tempi,……insisto col dire che pero' la gnocca l'avete solo raccontata  :zsarcastic4xx: !!

Citazione:insisto col dire che pero' la gnocca l'avete solo raccontata  :zsarcastic4xx: !!
 

Nessuno è perfetto...  :wink:
Report fantastico !!!!!

 

 

Grazie ancora !!!!
Citazione: 

insisto col dire che pero' la gnocca l'avete solo raccontata  :zsarcastic4xx: !!
 

Nessuno è perfetto...  :wink:

 

 

Diglielo che non avevamo tempo :ciappa: :ciappa: :ciappa: :ciappa: :ciappa: :ciappa:

 

Cmq, grazie Maurizio per il resoconto, mi è venuta la nostalgia...E' stato veramente interessante, zecche a parte  :argh: 

Dovremmo rifarlo il prossimo anno, andando a Buenos Aires :ciglia:
Ah un piccolo contributo, sul tema del "se la si vuole usare la si usa"  :ciglia: 

 

Scusate la qualità ma stavo camminando all'indietro

 

 

https://youtu.be/qi3wGZx-aT8

Questo filmato è fantastico!!! Confusedhocked45:

Un meraviglioso e aggraziato pachiderma su un piccolo ponte !

Citazione: 

Dovremmo rifarlo il prossimo anno, andando a Buenos Aires :ciglia:

 
 

 

Allora dopo la "esplanada" di Brasilia, ci toccherà la via pIú larga al mondo, la 9 de Julio di Buenos Aires con le sue 22 corsie, da fare di nuovo con vecchio ma fedele v8. Oramai non ci ferma più nessuno, tranne la polizia stradale. Argentina, anyone?
Citazione: 

 

Dovremmo rifarlo il prossimo anno, andando a Buenos Aires :ciglia:

 
 

 

Allora dopo la "esplanada" di Brasilia, ci toccherà la via pIú larga al mondo, la 9 de Julio di Buenos Aires con le sue 22 corsie, da fare di nuovo con vecchio ma fedele v8. Oramai non ci ferma più nessuno, tranne la polizia stradale. Argentina, anyone?

 

Eh.. quasi quasi...

 

Ce lo volete un giovincello nel gruppo??  :zsarcastic4xx:
Basta che si abbia voglia di scherzare, voglia di viaggare e soldi per contribuire al bene comune  :approv:

STORIA DI UN TERZO VIAGGIO


 

Come annunciato l'anno scorso, anche quest'anno l'Impala viene usata per un altro lungo, lunghissimo viaggio.


L'obiettivo finale è sempre lo stesso: godersi la propria americana d'epoca in un viaggio leggendario. Si punta verso il sud, il sud del mondo. Dal Brasile si va in Paraguay, Argentina, e si risale l'Uruguay per poi tornare a casa. Scrivo da Foz de Iguaçu, zona di triplice frontiera tra Paraguay, Argentina e Brasile. Siamo all'inizio, ma l'Impala ha già fatto quindi oltre 1.500 km senza grandi problemi - tranne staccarsi lo scappamento durante un sorpasso di un tir, problemino brillantemnete risolto in 15 minuti però. Ma andiamo per gradi...


 

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La prima tappa da casa mia nel sud del Minas Gerais è sempre San Paolo, dove si arriva dopo 300 km per ritirare un pacco dall'Italia, il solare Sunnybob.


 

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Il parcheggio dell'hotel da noi scelto in terre paulistane rivela sorpresine, un paio di Chevrolet del 1954 (una delle quali una rara Bel Air) ed una bella Fleetwood. 


 

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Mentre siamo a San Paolo andiamo a vedere un vecchio stabilimento GM, sorto negli anni 50 (dove assemblavano proprio le Bel Air viste in albergo) e una T-Bird della disco age lancia il guanto della sfida alla General Motors. La Thunderbird del 1974 è del mio amico Renato. Probabilmente la T-bird di quella serie più precisa al mondo. Pensate che Renato addirittura usa grassi lubrificanti diversi - e specifici e period-correct -  a seconda che vi siano componenti plastiche, elettriche o di solo metallo. L'auto è precisa fin nei minimi dettagli; anche i semplici cavi delle candele sono marcati come in origine. Il nostro Nigel al confronto è un dilettante...


 

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Quest'anno non si indugia. Lasciamo San Paolo velocemente e ci dirigiamo verso il sud, verso Curitiba, la capitale dello stato del Paranà, che attraversaremo anche da est ad ovest. Ma quello che ci aspetta a Curitiba sará oggetto di un prossimo post. 


 

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Grande mbar!

Ti leggerò volentieri durante questo viaggio.... con un pizzico di invidia, che non guasta mai!

 

:ok:  :ok:

Grazie sempre per i meravigliosi reportage !!

 

Un abbraccio e buon proseguimento !

A Curitiba, nella regione sud del Brasile, ci intrufoliamo in un raduno non ben specificato di cosa. Una accozzaglia di mezzi e pesone in un ambiente abbastanza post apocalittico. L'Impala è uno dei pochi mezzi normali, c'è un po' di tutto, fuoristrada conciati, rat rods, pick ups, tuning, auto originali, maggiolini, auto meno originali e signorine, musica e rumore. Le foto parlano da sole:

 

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Curitiba è una veloce tappa. Si dorme e si riparte senza perdere tempo verso ovest, verso la triplice frontiera tra Brasile, Argentina e Paraguay. Una tappa da 700 km in mezzo a campi e campi e poi campi di cereali e poco più. Anzi nulla più. 

Ci si ferma solo per fare benzina tranne che... un cedimento dell'Impala forse??? Lo scopriremo alla prossima occasione, o meglio al prossimo post.

 

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