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HOW TO IMPORT SELF MADE

BUROCRAZIA

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115 risposte a questa discussione

#1 El Griego

El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:48

Ciao a tutti, è da mesi che attendevo questo momento e finalmente sono in grado di dare il mio (spero apprezzato) contributo a questo Forum che tanto mi ha aiutato e supportato e a cui va la mia personale riconoscenza e gratitudine.

Sommario degli argomenti trattati:

1. INTRODUZIONE
2. TRASPORTO
3. I DOCUMENTI AMERICANI
4. BOLLA DOGANALE
5. APOSTILLA
6. TRADUZIONI E ASSEVERAZIONI
7. ADEGUAMENTO DEL VEICOLO ALLE NORMATIVE EUROPEE (aka “EUROPEIZZAZIONE”)
8. IMMATRICOLAZIONE TEDESCA
9. IMMATRICOLAZIONE ITALIANA
10. CONCLUSIONI
11. CREDITS

1. INTRODUZIONE
L’auto in questione è un 2009 Ford Mustang V6 Premium Coupé 45th Anniversary acquistata a Jacksonville, FL. nell’agosto del 2008. Trattasi comunque di un’auto “moderna” e come tale non può, ovviamente, avvalersi delle procedure di nazionalizzazione di cui possono godere le “storiche”. Ritengo sia abbastanza plausibile applicare questa procedura a tutte le auto che non rientrano nei parametri di storicità.

Premetto che ho veramente cercato di fare quanto più possibile da solo e che questo è quello che ho fatto io grazie anche alla mia particolare condizione familiare e personale. Non mi assumo alcuna responsabilità delle informazioni divulgate per qualsiasi altro caso e/o situazione diversa dalla mia.

Sarò naturalmente lieto di condividere tramite il Forum e via PM i dettagli dell’operazione che per motivi di regolamento non possono essere pubblicizzati e/o descritti.

Qui la discussione relativa all’auto http://www.usacarsfo...?showtopic=8484

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 12:19


#2 El Griego

El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:49

2. TRASPORTO

2.1. La prima problematica è quella di far arrivare l’auto in Europa e quindi in Italia.

Per la spedizione è stata fatta una ricerca su internet nei giorni in cui si stava trattando l'acquisto della macchina e chiesto on line vari preventivi. Ci sono compagnie americane ed europee (soprattutto tedesche) che fanno più o meno tutte la stessa cosa, noi ci siamo affidati ad una compagnia di San Diego, CA. che confermo essere stata una buona scelta.

Sulla spedizione ci sono da sapere alcune cose.

2.2. Per motivi di costi è bene che l'auto sia portata sulla costa orientale degli Stati Uniti. Quindi se per caso l'auto è in California è meglio farla arrivare in Florida, Georgia, South o North Carolina, New York... meglio se via bisarca (a meno che non siate disposti a farvi un coast to coast con la nuova auto per imbarcarla personalmente…)

Le compagnie di spedizioni provvedono eventualmente al trasporto su gomma fino al porto di partenza concordato.

Nel mio caso è stato il padre della mia compagna a guidare l’auto fino al porto di imbarco fino a Brunswick in Georgia dato che la bisarca contattata dall’agenzia di spedizione, e che doveva partire da Miami percorrendo tutta la Florida fino al porto di partenza in Georgia, ha avuto un intoppo a cui abbiamo ovviato, risparmiando, personalmente.

2.3. Decidere dove imbarcarla e soprattutto dove andarla a ritirare una volta giunta in Italia incide ovviamente sui costi. Le rotte sono sempre le stesse e una spedizione che parte, ad es., da Brunswick (Georgia) arriva sempre a Savona, mentre da Savannah (Georgia) arriva sempre a Genova (se non ricordo male). In ogni caso non vi è, per quel che mi è dato sapere, una rotta diretta USA-Italia Questo significa che la traversata oceanica viene fatta con un bastimento che approda sempre prima in nord Europa (Bremerhaven, Southampton,…) e qui, l’auto o il container viene sbarcato e imbarcato su di un'altra nave che entra nel Mediterraneo.

Il porto di scambio più famoso è quello di Bremerhaven in Germania (150 km circa a ovest di Amburgo) dove tutte le auto provenienti da USA e Canada vengono sbarcate e restano qualche giorno (5/6) prima di essere reimbarcate su un'altra nave che entra in Mediterraneo o va altrove dato che la nave che ha fatto al traversata ritorna subito dall’altra parte dell’oceano.

Potete naturalmente decidere di andare a prendere l’auto direttamente in Germania, importarla sul posto (un paese CEE vale l’altro) e, addirittura targarla tedesca al momento, con targa doganale (zoll) a scadenza prestabilita (vd. oltre) e dopo le dovute modifiche all’auto. Chiaro che in questo caso bisogna sapersi destreggiare tra gli uffici doganali locali (sapere l’inglese in tutta questa operazione è imprescindibile, se anche il tedesco meglio…), a meno che non ci si faccia assistere da qualcuno di esperto.

Ricordo che in Italia ci sono agenzie specializzate che sono già in grado di subentrare a questo punto dell’operazione e portare l’auto in Italia non targata, targata provvisoriamente tedesca ecc. ecc.

2.4. Decidere come trasportarla. Vi sono 2 sistemi fondamentali: container e roll-on/roll-off (detto anche Ro/Ro).

Il primo non c'è bisogno di spiegare, la macchina viene messa dentro ad un container (da 20 o da 40 piedi, cioè da sola o in condivisione con più auto, da 20 piedi costa di più…) e caricata sul ponte della nave. Ricordate che avvalendovi del container dovrete tener conto anche delle spese di pulizia dello stesso e altre voci che non conosco (basta cercare qui nel Forum).

Roll-on/roll-off (che è quello che è stato scelto) è più economico ed è come un classico traghetto ferry-boat, la macchina entra nella "pancia" della nave.

Solitamente suggeriscono di trasportare le auto nuove con roll-on/roll-off, quelle storiche, in quanto spesso non marcianti, in container, ma alla fine scegliete voi.

Da considerare che ci sono una serie di accorgimenti (per es. serbatoio pieno non oltre un quarto, nessun bagaglio ammesso, ecc.) che vengono comunicati dalla compagnia di spedizione prescelta. Le auto vengono inoltre foderate nel muso, nel culo e nei fianchi con pellicole protettive.

Nota di colore: i container vengono caricati sul ponte della nave e impilati uno sopra l'altro su più livelli; le stime dicono che ne vengono persi negli oceani 10.000 (diecimila!) all'anno, non tutti contengono macchine ovviamente, ma pensate cosa c'è di auto (e che auto!) sul fondo dell'oceano!

2.5. E qui ci colleghiamo al discorso assicurazione.

Le compagnie di spedizione propongono varie possibilità: da nessuna (la tua macchina può finire sul fondo dell'oceano e buonanotte!) a quella totale (ti ripagano l'auto per intero). Noi personalmente abbiamo esteso l'assicurazione RC auto stipulata per poter circolare negli Stati Uniti anche per il trasporto in nave, sono 500 dollari extra che ti fanno dormire un po’ più tranquillo. Dico un po’ perché i giorni del trasporto overseas sono vissuti in modo palpitante (chiedete in giro nel Forum!).

2.6. Costi. La spesa è stata di 900 euro circa (circa 1.200 dollari col cambio dell’agosto 2008) che comprende anch’essa un’assicurazione della compagnia di spedizione + i 500 USD extra dell'assicurazione aggiuntiva che abbiamo stipulato.

A spanne (forse da aggiornare) il trasporto in container da 40 ft. costa 1600/1800 dollari, il container da 20 ft. 2000+ dollari. Ovviamente questo è quello che ricordo, ma è meglio verificare.

2.7. L’auto arriva al porto italiano (Genova, Savona…), non vi dico che venite contattati perché avrete talmente rotto le b@lle alla compagnia di spedizione che oramai sapere vita morte e miracoli di dove si trova la vostra auto in ogni momento e quando arriva la nave in porto.

La rotta della nave che trasporta la vostra auto è sempre tracciabile on line inserendo il VIN number nel sito dell’agenzia di spedizione. Se, come nel mio caso, la compagnia è americana, sarà loro premura darvi tutti i dati dell’agenzia o della compagnia che in Germania e in Italia prenderà in carico l’arrivo in porto della nave e lo sdoganamento della vostra auto.

2.8. L’auto così arrivata deve essere trasportata presso il vostro domicilio (o almeno mi auguro che quella sia la destinazione). Chiaro che per farlo deve essere noleggiato un mezzo sul quale caricarla e trasportarla. L’operazione di sbarco è costata 150 euro.

Messaggio modificato da El Griego, 05 agosto 2011 - 21:47


#3 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:49

3. I DOCUMENTI AMERICANI

Spero di essere corretto nell’esposizione e nelle informazioni. Non entro nel dettaglio in modo asfissiante (il Forum è già strapieno di informazioni) vi dico solo che 3 (+1) sono i documenti che vi permettono di circolare in Italia con la targa originale americana per un anno dalla data di importazione dell’auto (art. 132 del Codice della Strada).

Io non ho avuto particolari problemi, ma più di qualche utente del Forum, fermato dalle FdO ha dovuto tribolare non poco per farsi riconoscere la regolarità della documentazione (e la assai frequente incompetenza degli agenti in materia peraltro mai ammessa…). Anch’io ho avuto più volte a che fare con queste situazioni ma non ho mai avuto particolari problemi.

  • 3.1. CERTIFICATE OF TITLE: è il documento che certifica la proprietà del veicolo. E’ un unico foglio in stampato fronte e retro con anche degli elementi filigranati, ed è il documento dove, di suo pugno, il precedente proprietario ha dichiarato che voi siete il nuovo proprietario, che l’auto è stata venduta a tot km per la suddetta somma e vi sono riportati le principali caratteristiche del veicolo e, soprattutto, il VIN#.
  • 3.2. BILL OF SALE: è l’atto di compravendita. Una scrittura privata (se l’acquisto avviene da privato a privato), una fattura d’acquisto qualora sia acquistata presso un rivenditore. E’ bene che sia in inglese e in italiano in cui si dichiara e certifica (con tutti i dati relativi) che voi siete l’acquirente del suddetto bene.
  • 3.3. REGISTRATION CARD: è, riduttivamente, il bollo di circolazione. La sua importanza è però fondamentale dato che è l’unico documento ufficiale in cui numero di telaio della vettura e il numero di targa (americana) sono presenti assieme. Né il Certificate of Title né il Bill of Sale (che può anche essere una scrittura privata) possono sostituire questo documento. Quello che sorprende è che trattasi di un semplice foglio di carta senza particolari raffinatezze (bolli/timbri/firme/filigrane…) e che presenta il bollino adesivo in materiale rifrangente da staccare e attaccare sulla targa (americana) per certificarne il corso di validità annuale della stessa (costo un 50ina di dollari dipende da Stato a Stato). Arriva comodamente a casa (agli americani) che hanno il dovere di applicarlo solitamente sulla parte superiore destra della targa stessa. Per essere in regola la targa deve essere validata dal bollino dell’anno in corso.

Tutti questi documenti devono essere apostillati, tradotti e asseverati (vd. più avanti) per poter essere considerati validi ai fini della circolazione con targa estera extra CEE per un anno solare dalla data di importazione.

E arriviamo al quarto documento (+1)… (vd. Capitolo 4)

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 09:59


#4 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:49

4. BOLLA DOGANALE

E’ ovviamente il documento che certifica che avete pagato il dovuto allo Stato (Agenzia delle Entrate) in termini di dazi, IVA, oneri doganali, ecc. Una regola empirica (sul Forum ci sono decine di pagine di discussione a riguardo) è: costo dell’auto+trasporto e su questo si calcola il 30% circa.

Normalmente l’assolvimento degli oneri doganali avviene contestualmente all’arrivo dell’auto al porto di destinazione (leggi: pagare soldi = avere auto). Quando le pratiche sono concluse vi viene consegnato il bene. Nel mio caso specifico ho dovuto fare la pratica in un secondo tempo. Per far ciò mi sono avvalso di un doganalista titolare di un’Agenzia Doganale nella mia provincia di residenza che (da Wikipedia) “(…) è un esperto nelle materie e negli adempimenti connessi con gli scambi internazionali. Si tratta di una delle figure importanti nell'ambito di un trasporto internazionale di merci essendo colui che aiuta l'esportatore o l'importatore nell'espletare le formalità doganali o nel richiedere specifici documenti ed autorizzazioni necessarie ad un regolare scambio internazionale di merci.”

Costo dell’operazione, con visita a domicilio del doganalista accompagnato da un ispettore dell’Agenzia delle Entrate per visionare il bene, 250 euro.

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 10:01


#5 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:50

5. APOSTILLA

Anche per questo argomento rimando ai più esperti del Forum e alle numerose pagine in cui si è discusso di tale argomento (vd. ad es. http://www.usacarsfo...?showtopic=3990 o cerca “apostilla” nel motore di ricerca del Forum).

Si tratta comunque di una convenzione internazionale dei Paesi che hanno aderito alla Convenzione dell'Aia del 5 ottobre 1961 per la validazione di un documento estero nel proprio territorio nazionale. Apostillare un documento può essere fatto anche on line spedendo i documenti in originale e ricevendoli a stretto giro di posta qualche giorno dopo (i prezzi mi pare si attestino sui 3/400 euro a documento).

L’apostille altro non è che un timbro a secco sul documento originale integrato dalla documentazione di quale ufficio e quale pubblico ufficiale sono competenti nel rilasciare il predetto sigillo.

Io con il solito spirito self made, approfittando di un viaggio a New York, ho proceduto come segue avvalendomi di un mobile service (vengono a domicilio - hotel, appartamento... - a prelevare i documenti e a riportarli apostillati) per una sola questione di comodità..
Quella che per noi rappresenta la semplice APOSTILLE in realtà racchiude in sé tre passaggi differenti che vi illustro cronolgicamente.

5.1. In prima battuta il documento (qualsiasi esso sia) va notarized presso un notaio (che detto tra di noi non è il dio in terra a cui siamo abituati qua in Italia ma può vestire i panni di una piacente ragazza di colore di 24 anni in ciabattine infradito che ti bussa alla camera dell’hotel...). Il costo è variabile e dipende dal tipo di documento stesso, diciamo tra un 35 e un 65 USD, dove si certifica formalmente la veridicità del documento e l'autenticità delle eventuali firme apposte su di esso (nel mio caso ad es. venditore e compratore hanno firmato in presenza del notaio il Bill of Sale).

Vi segnalo a questo proposito un riferimento (spero che ciò non contravvenga alle regole del forum):
130 William Street, Suite 526 (5th floor)
NY 10038 - New York
tel.: 212-227-0307
Cell.: 917-575-9841
e-mail: info@newyorkmobilenotaryservice.com


5.2. Con il documento così notificato dovete recarvi presso la Corte Suprema degli Stati Uniti (lo so fa un po’ impressione ma non c’è nulla di emozionante in tutto ciò), ufficio del County Clerk/Notary Section (è una sorta di Segretariato Generale, non saprei come tradurlo...) per avere da quest'ultimo all'esorbitante costo di 3,00 USD a documento il riconoscimento (autorizzazione) che quanto fatto al Punto 5.1 è del tutto legale e viene inoltre confermata la posizione del notaio che vi ha fatto la notifica.

L'ufficio si trova nel sottosuolo della Corte Suprema al:
60 Centre Street, Room 141B
NY 10007 - New York
tel.: 646-386-5932


5.3. Tornate in William Street e proprio di fronte al civico 130 (Punto 5.1) salite al New York State Departement of State/Certification Unit dove per l'altrettanta esorbitante cifra di 10,00 USD a documento avrete fisicamente la vostra apostilla (un timbro a secco sul documento stesso) che ne dichiara la conformità. Ricordate che al Punto 5.3 (dove in realtà sono andato per primo per avere queste informazioni) l'impiegato può apostillare solo se vede la notifica del notaio e l'autorizzazione del County Clerk (Punti 5.1 e 5.2), altrimenti... nisba!

L'indirizzo è:
123 William Street, 19th floor
NY 10038 - New York
Tel.: 212-417-5684


Personalmente ho speso 180,00 USD per Apostillare i 3 documenti (Certificate of Title, Registration Card e Bill of Sale) stando comodamente in hotel, ma se volete risparmiare ancor di più sapete che lo potete a fare.

Un utente del Forum scrive a commento della mia descrizione (http://www.usacarsfo...p...0&start=100): “io ho fatto solo 2 step: prima ho fatto autenticare il documento da una banca (10 $), che fa le veci del notaio, poi sono andato all'ufficio del segretario di stato che mi ha fatto direttamente l'apostille (3$).”


Quindi come vedete la cosa si può fare risparmiando ancor più…

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 12:33


#6 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:50

6. TRADUZIONI E ASSEVERAZIONI

Sono operazioni solitamente contestuali all’apostilla, perché permettono, in caso di controlli da parti delle FdO o di sinistro, di avere la traduzione giurata di un traduttore iscritto all’albo e asseverata (certificata) presso un Tribunale italiano.

E’ pieno di queste agenzie che lavorano molto anche on line. Sempre per fare tutto da me e risparmiare qualcosa, mi sono tradotto tutti i tre documenti da solo, ho fatto fare solo una verifica dalla traduttrice e ho fatto asseverare il tutto dalla stessa (salvo poi che li ha dovuti riscrivere ma per altri problemi informatici…).

Potete far tradurre e asseverare i tre documenti separatamente o, congiuntamente. In quest’ultimo caso si paga ovviamente di meno e lo consiglio anche perché uno dei documenti senza gli altri due che l’accompagnano non hanno molto senso. Inoltre in fase di nazionalizzazione vi verrà chiesto di consegnare tutto ciò e di conseguenza conviene asseverare il tutto congiuntamente.

Costo dell’operazione 200 euro.

Mi pare di aver letto che come privati cittadini si può anche bypassare il traduttore ufficiale e presentarsi direttamente con la traduzione redatta. Chiaro che il pubblico ufficiale non corregge la traduzione, quindi vi prendete la totale responsabilità di quanto tradotto: in Tribunale si ufficializza solamente la traduzione. Verificate però la cosa perché non ho approfondito.

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 10:05


#7 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:50

7. ADEGUAMENTO DEL VEICOLO ALLE NORMATIVE EUROPEE (aka “EUROPEIZZAZIONE”)

E’ uno degli argomenti che fa dormire meno alla notte, o almeno per me è stato così.

La nostra bella bimba non può essere lasciata così com’è arrivata dalla madre patria ma deve essere sottoposta ad una delicata operazione chirurgica per soddisfare la normativa europea.

Anche in questo caso non entro nel merito, vi sono molte discussioni nel Forum sull’argomento, per dovere di cronaca darò solo i 4 o 5 sono i punti su cui mettere le mani e che vi dovrebbero lasciar circolare serenamente.

Naturalmente stiamo parlando di auto non importate ufficialmente in Italia o in Europa e di conseguenza queste considerazioni non vanno applicate a modelli come ad es. Chrysler (300, PT Cruiser…), Hummer (H1-H2-H3…), Jeep (Gran Cherokee), ecc. solo per citarne alcuni:
  • luci di posizione anteriori di colore bianco: la maggior parte delle auto di provenienza USA utilizza i gruppi ottici per gli indicatori di direzione anteriori anche come alloggiamento delle luci di posizione (parking lights). Questo significa che le luci di posizione accese appaiono del classico colore giallo/ambra e non sono bianche. Nella maggior parte degli adeguamenti vengono inserite delle semplici lampadine bianche (W5W, T10, 501…) nei gruppi ottici anteriori ossia nella parabola degli anabbaglianti (headlights).
  • Ripetitori laterali: le auto di provenienza USA possono non avere i lampeggiatori laterali. Qualora sia questo il caso bisogna provvedere alla regolare installazione.
  • Indicatori di direzione posteriori color giallo/ambra: storicamente le auto di provenienza USA al posteriore hanno, all’attivazione della freccia, la luce dello stop che lampeggia. E’ quindi un lampeggio di colore rosso che contravviene al Codice della Strada.
  • Retronebbia: non sono obbligatori negli Stati Uniti e molte auto non lo possiedono. Qualora sia questo il caso bisogna provvedere ad adeguare la fanaleria.
  • Luci di ingombro (side lights): utili più che mai su auto di una certa dimensione (intorno ai 5 mt. o più), devono essere rimosse. Non importa se le vecchie Volvo V40, V60 o le nuove BMW Serie 5 ce l’hanno. Nel Forum molte discussioni in proposito…
  • Scala del contachilometri in km: le auto di provenienza USA hanno ovviamente il contamiglia. Alcuni modelli come quello in oggetto nascono fortunatamente con la doppia scala.
Queste sono le principali modifiche che i Paesi europei richiedono per poter circolare in Europa. Per ulteriori approfondimenti sulle modifiche delle luci che ho eseguito http://www.usacarsfo...?showtopic=8187.

A seguire ci sarebbero da adeguare: cinture di sicurezza marchiate CEE, così come vetri, finestrini, gruppi ottici anteriori e posteriori (marchiati E2, E3…) e mille altre amenità. Ho usato il condizionale perché spesso queste ultime voci vengono approvate in deroga ai regolamenti europei e riportate così come sono sulla carta di circolazione.

Tralascio, non essendo questa la sede corretta, qualsiasi tipo di considerazione sull’utilità e l’intelligenza o meno di queste regole (in Svizzera ad esempio questi veicoli circolano liberamente come sono stati concepiti negli USA e nessuno si sbalordisce nel vedere una freccia posteriore rossa lampeggiare…). Nel Forum sono stati ampiamente dibattuti tutti gli argomenti suddetti e molte questioni rimangono aperte.

Qui http://www.usacarsfo...p...=8484&st=70 trovate le modifiche fatte all’auto in oggetto. Sono riuscito a fare due terzi del lavoro in totale autonomia, pur non avendo alcuna competenza come elettrauto, risolvendo l’anteriore e le frecce laterali da solo.
Per il posteriore, sebbene le modifiche e il concetto di quello che volevo ottenere l’ho pensato io, mi sono dovuto per forza di cose avvalere di un elettrauto che conoscesse il modello di auto in questione e il suo impianto elettrico (ad es. mettere le mani sulla linea che richiede lo sdoppiamento luce freno/lampeggiatore al posteriore crea problemi al cruise control…).

Il costo dell’operazione, per nulla economico e che sinceramente non mi ha soddisfatto al 100% perché incompleto, è stato di 400 euro.

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 12:39


#8 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:51

8. IMMATRICOLAZIONE TEDESCA

Se siete dei novellini a digiuno di tutto quel che ho scritto fin qua, ma siete comunque arrivati a leggere il mio mini trattato significa che siete davvero interessati alla questione. Se fin qui la cosa vi è sembrata un po’ astrusa e a volte nebulosa non c’è da biasimarvi, da qui in poi diventa addirittura tempestosa!

Piccola divagazione. Per poter essere immatricolate e nazionalizzate le autovetture “storiche” si avvalgono della famigerata scheda tecnica ASI, (Automotoclub Storico Italiano: ente nazionale preposto alla conservazione e registrazione del patrimonio automobilistico e motociclistico storico. Vi rimando agli approfondimenti per l’importazione fai da te di una vettura storica qui

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, un veicolo immatricolato in uno Stato membro della Comunità Europea può d’ufficio essere nazionalizzato presso una qualsiasi altro Stato membro senza alcuna particolare procedura burocratica e, soprattutto, senza essere soggetto al collaudo presso uno degli uffici provinciali della Motorizzazione (MCTC) se non richiesto dallo Stato di provenienza.

Ecco che se l’Italia non è in grado di rilasciare una scheda tecnica, basta trovare un altro Stato membro in grado di farlo. Storicamente è la Germania con il suo organo di certificazione e omologazione più autorevole (il TÜV, ma esiste ad es. anche il DEKRA) a rilasciare la scheda tecnica previa visione del mezzo in questione. Sempre grazie alla Comunità Europea un documento rilasciato da un ente o un’organizzazione riconosciuto da uno Stato membro è (deve essere) riconosciuto altresì da tutti gli altri Stati membri. Ecco che quindi la scheda tecnica rilasciata dal TÜV deve essere recepita da tutti gli attori in gioco come valida e ufficiale.

Ultimamente altri paesi come Austria, Inghilterra e Spagna hanno dato via ad un interessante mercato di rilascio delle certificazioni, una bella fetta di business che tanto per cambiare l’Italia si sta perdendo.

Da quello che mi è dato sapere il rilascio della scheda tecnica è contestuale all’immatricolazione tedesca o almeno io così ho fatto.

L’auto non deve essere (non più) portata necessariamente in Germania (o Austria, o Spagna…) poiché vista la fetta di business crescente, gli ingegneri del TÜV si sono resi disponibili a visitare i paesi in cui manca questo tipo di attività e visionare i mezzi direttamente sul posto. Oramai ci sono molte agenzie italiane che organizzano visite itineranti di qualche giorno dei loro referenti tedeschi e passano al setaccio rimesse, garage e parcheggi verificando che i mezzi in questione rispettino le normative comunitarie.

Scopo principale del sopralluogo al mezzo è, in primis, ottenere la scheda tecnica. Solitamente già redatta in tedesco e italiano di modo che non siate costretti a ricorrere, anche per questo documento, alla solita traduzione giurata e asseverazione. Deve essere completa di timbro e firma del Land di competenza così come richiesto dalla MCTC.

A seguire la lista dei documenti per la circolazione del veicolo e il conseguente rilascio della targa temporanea tedesca:
  • TEIL I: Fahrzeugschein
  • TEIL II: Faharzeugbrief
  • Zulassungsbesheinigungteil I
Tutti questi documenti vanno tradotti e asseverati prima di essere consegnati in MCTC e prendono il posto, ovviamente, della documentazione originale americana. Dovrete infatti consegnare in originale il Certificate of Title che verrà trattenuto in via definitiva oltre a presentare copia del Bill of Sale, della Registration Card e dei documenti doganali. La targa originale americana non viene trattenuta e ve la potete appendere in garage. Costo, nel mio caso, 150 euro.

Qui il self made ha avuto una inevitabile battuta d’arresto. Mi sono dovuto rivolgere ad un agenzia specializzata per far fare la visita all’ingegnere del TÜV e immatricolare temporaneamente il veicolo in Germania. Quanto scritto fin qua è un passo oneroso, d’altra parte portare l’auto in Germania ha un costo, serve tempo, conoscere il tedesco, ecc. ecc.. (se Maometto non va alla montagna…). Il costo per questa operazione, comprensiva di invio dei documenti tramite corriere espresso, targa temporanea della durata di un mese, assicurazione RC, Carta Verde, bollo di circolazione per la Germania è stato di 1.800 euro IVA inclusa.

Uno specchietto riassuntivo indica quanto sono grosso modo i costi per la sola circolazione (esclusa quindi la pratica di immatricolazione tedesca) temporanea con targa tedesca comprensiva di assicurazione RC:

1 MESE = Euro 350,00 + IVA 20%
3 MESI = Euro 600,00 + IVA 20%
6 MESI = Euro 1.000,00 + IVA 20%
12 MESI = Euro 1.650,00 + IVA 20%
A tali costi vanno aggiunte le spese Corrieri Germania + Italia Euro 55,00 + IVA 20% + la tassa di circolazione tedesca, IVA ESENTE, che corrisponde circa a 23,00 euro mensili.

A questo punto l’auto è pronta per fare il grande passo nel nostro paese e fare quindi la nazionalizzazione.

Messaggio modificato da El Griego, 01 agosto 2011 - 12:45


#9 El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:51

9. IMMATRICOLAZIONE ITALIANA

Presso questa pagina del sito dell’ACI (Automobile Club d’Italia)

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trovate le informazioni necessarie al proseguio del fai da te per l’immatricolazione in MCTC e il relativo rilascio delle tanto agognate targhe italiane.

Ora vi racconto la mia esperienza perché qui ha preso una piega inaspettata.

Come spiegato al capitolo precedente, la normativa europea prevede che, essendo già il veicolo targato e immatricolato regolarmente (anche se in modo temporaneo) presso uno Stato membro della Comunità Europea, il passaggio Germania-Italia dovrebbe avvenire d’ufficio senza bisogno di alcuna visita o collaudo presso una delle sedi della MCTC in quanto la documentazione rilasciata in Germania è già valida all’operazione d’ufficio.

Il privato cittadino che vuole procedere ad immatricolare un veicolo di provenienza estera può optare affidandosi ad un’agenzia privata che segua la pratica, ad un Ufficio dell’ACI dislocato sul territorio (che alla fine è comunque un’agenzia privata) o recarsi presso lo STA (Sportello Telematico dell’Automobilista): un ufficio presente all’interno di tutte le sedi ACI provinciali e che dovrebbe facilitare le pratiche di questo tipo.

Anche in questo caso però allo STA ho avuto la percezione che fosse gestito in modo un po’ nebuloso e non si capisce (o almeno io non l’ho capito) se si ha a che fare con un ufficio pubblico oppure il documento che viene richiesto di firmare come nulla osta sia a tutti gli effetti un mandato a procedere sottoscritto da privato (io) e un’agenzia privata che opera all’interno della struttura ACI (lo STA appunto).

Come indicato nella pagina del sito internet che vi ho sopracitato, si legge: “Se ci si rivolge allo STA di una delegazione dell'Automobile Club o di uno di studio di consulenza automobilistica (agenzia pratiche auto) oltre ai costi previsti per legge, per la richiesta bisogna aggiungere la tariffa - in regime di libero mercato - del servizio di intermediazione.”

Quindi, per quel che mi è dato capire, lo STA comunque ricarica sul cittadino una tariffa come se elaborasse la pratica una qualsiasi agenzia privata.

In tutta onestà non sono riuscito a valutare a quanto ammontava il costo poiché ho avuto una deviazione dal percorso logico che mi ero prefissato e che vi racconterò a breve.

Gli impiegati dello STA hanno comunque fatto capire che prima firmavo loro il mandato, consegnavo tutta la documentazione che doveva essere visionata dall’ingegnere della MCTC e poi mi avrebbero fatto sapere a quanto ammontava la spesa. Non proprio un comportamento limpido a mio modo di vedere.

Comunque per curiosità, mi sono recato anche all’agenzia ACI della mia città di residenza e ho chiesto a quanto ammontava l’operazione. Senza avere una quotazione esatta, mi è stato risposto che l’importo viene calcolato in base ai kilowatt esattamente come si trattasse di una nuova immatricolazione (indipendentemente quindi dal fatto che il veicolo sia già immatricolato in un altro Stato membro) e che l’importo si sarebbe attestato a partire da 900 euro.

Mi sono trovato quindi tra “almeno 900 euro” (agenzia ACI) e non so quanto (STA), ma con il titolare dell’agenzia ACI che mi confermava che con i documenti tedeschi in mio possesso non dovevo sottoporre l’auto a collaudo…

Piccola divagazione. Nel frattempo ho conosciuto Alessandro che di mestiere fa il carrozziere (molto bene devo dire) e parlando di auto di provenienza estera dopo aver visto la mia, mi racconta di un episodio capitatogli una decina d’anni fa (inizio anni ’90). Un suo cliente/conoscente italiano residente negli Stati Uniti da vent’anni rientra in Italia mentre sua figlia (americana nata negli USA) continua gli studi là e lo raggiunge nei periodi di vacanza qui in Italia.

Per far sì che la figlia si muova autonomamente nel nostro paese decide di rientrare con il suo Jeep Wrangler (o Gran Cherokee non ricordo…) V8 che non ha più senso lasciare negli USA: la figlia infatti ha la sua daily driver personale.

L’auto arriva, la figlia la guida per le campagne padane e viene fermata una, due, tre… enne volte! L’auto infatti ha targa USA e non passa inosservata. Ogni volta una seccatura, difficoltà di comunicazione con le FdO, qualche multa per qualche motivo riguardante patente, residenza, importazione e chissà che altro.

Il padre allora decide di tagliare la testa al toro e di importare l’auto definitivamente e di targarla italiana. Alessandro si dice disponibile a seguirlo nell’operazione perché per motivi di lavoro, come carrozziere, fa spesso allestimenti particolari a mezzi commerciali che devono essere poi collaudati in MCTC e sa come muoversi.

E’ stato un calvario! L’auto credo non sia mai stata targata. Il tutto ha preso più di un anno di tempo poiché a quei tempi, con poche auto di importazione parallela, gli ingegneri della MCTC volevano TUTTO a norma (finestrini, luci, cristalli, cinture…), non vi era o non è stata valutata la via tedesca (TÜV) e il dispendio di soldi e tempo mi dicono essere stato pazzesco.

Io rassicuro Alessandro che le cose mi pare siano migliorate, ci sono stati degli adeguamenti legislativi a livello europeo e che la pratica ormai si svolge d’ufficio se il veicolo usato americano passa prima da un Paese CEE. E poi ora c’è internet che può essere di supporto: il vero incubo per i burocrati di ogni genere!

Nel frattempo mi propone di provare a vedere se il suo contatto al quale si affida per le sue pratiche professionali è disponibile a seguirmi. Io senza impegno gli consegno la documentazione che richiede la MCTC, vale a dire:

  • un documento di identità dove si evince la residenza (o, in alternativa: un certificato di residenza o dichiarazione sostitutiva di certificazione qualora la residenza non sia riportata nel documento)
  • la dichiarazione di conformità (scheda tecnica) redatta in tedesco e italiano completa di timbro e firma del Land di competenza
  • nulla osta o Dichiarazione Sostitutiva di Atto Notorio per gli acquisti intracomunitari
  • I documenti tedeschi in originale:
    • TEIL I: Fahrzeugschein
    • TEIL II: Faharzeugbrief
    • Zulassungsbesheinigungteil I
  • Tradotti e asseverati e un’ulteriore copia del tutto.
  • Le targhe temporanee tedesche
  • Copia di tutti i documenti doganali:
    • Bolla doganale
    • Verbale di visita merce
    • Dichiarazione di libera importazione
  • Atto di Compravendita (Bill of Sale) con firme autenticate
  • La delega a presentare i documenti presso lo STA (

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    )
  • Domanda per operazioni relative ai veicoli a motore e loro rimorchi (mod. TT2119 :

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  • Tagliandi dei 3 bollettini pagati
    • euro 9,00 sul c/c n. 9001
    • euro 29,24 sul c/c n. 4028 (pagato per smarrimento in MCTC 2 volte!)
    • euro 39,35 sul c/c n. 121012

Quello che è successo da qui in poi, al di là dei tempi biblici, non è quello che mi aspettavo.

Una volta presentata la pratica in MCTC è stato detto di prendere appuntamento per il collaudo poiché (mi sono state riferite queste parole per interposta persona quindi da prendere con la giusta misura) “non è vero che Germania e Italia hanno le stesse procedure, le regole dell’omologazione sono differenti, e che quindi l’auto va comunque collaudata e visionata da un ingegnere della MCTC”.

Io già qui mi preoccupo. Se fossi stato presente e da solo avrei fatto presente che esistono delle direttive europee che equiparano le omologazioni, ma nella situazione in cui mi trovavo non mi sono messo a questionare ricordandomi che tutto sommato c’era una persona (anzi due) che si stavano adoperando per me e che l’alternativa al momento era spendere “almeno” 900 euro, più probabile attorno ai 1.400/1.500 euro, quindi ho incrociato le dita e mi sono armato di una buona dose di pazienza.

Essendo la documentazione consegnata tutta corretta, mi è stato detto di verificare sulla vettura solo queste quattro cose:

  • che gli indicatori di direzione posteriori fossero di colore arancio
  • che fossero presenti i ripetitori di direzione laterali
  • che vi fosse la scala in km/h nel contachilometri
  • che fosse presente la terza luce di stop

(Mah…)

Tutte cose che avevo già adeguato. Nessun riferimento ad altre richieste (secondo mah…)

Il giorno concordato per il collaudo io ero in vacanza all’estero.

Alessandro (d’ora in poi Sant’Alessandro) si è reso disponibile a portare l’auto a 40 km di distanza con la sua targa “PROVA” per fare la visita in MCTC ed è tornato dicendomi che l’esito era stato positivo. Per errore viene ripagato il bollettino da 29,24 euro poiché il tagliando è andato perso più un altro importo di cui al momento non ho alcun giustificativo, forse perso anche quello o trattenuto chissà da chi, chissà dove…

A questo punto faccio un balzo in avanti di un mese esatto e, per evitare digressioni varie dico solo che Sant’Alessandro è tornato altre 3 volte in sede della MCTC ma alla fine le targhe sono arrivate con un notevole risparmio di soldi (almeno credo), ma con un altrettanto notevole dispendio di tempo e pazienza da parte di tutti.

Messaggio modificato da El Griego, 16 agosto 2011 - 21:58


#10 El Griego

El Griego

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Inviato 01 agosto 2011 - 09:51

10. CONCLUSIONI

Facciamo due conti (ancora non li ho fatti…):
  • Trasporto: 900 EUR (1.200 USD circa)
  • Assicurazione trasporto: 350 EUR (500 USD circa)
  • Operazioni di sbarco e formalità: 150 EUR
  • Agenzia doganale: 250 EUR
  • Apostille per Certificate of Title, Bill of Sale e Registration Card: 130 EUR circa (180 USD + qualche dollaro al County Clerk)
  • Traduzione giurata documenti americani: 200 EUR
  • Europeizzazione: 400 EUR
  • Immatricolazione tedesca con assicurazione 30 gg.: 1800 EUR
  • Traduzione giurata documenti tedeschi: 150 EUR
  • Immatricolazione italiana: 9,00 + 39,35 + 29,24 (pagata due volte…) EUR
  • Iscrizione al PRA: IPT + Emolumenti e diritti + Imposta di bollo: 250 EUR circa
TOTALE: poco più di 4.650 EUR

In tutta onestà non so se ripercorrerei quanto fatto finora, certo è che ho imparato molto, ma quanto a risparmio non direi che mi è convenuto più di tanto. Ma è stata comunque una bella soddisfazione.

Messaggio modificato da El Griego, 26 ottobre 2011 - 10:58






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